Il bilancio condominiale, dopo le modifiche dei revisori dei conti, deve essere riapprovato dall’assemblea

Il bilancio condominiale, dopo le modifiche dei revisori dei conti, deve essere riapprovato dall’assemblea

Spetta all’amministratore di condominio procedere alla ripresentazione dei bilanci modificati dai revisori dei conti.

Il fatto.

Una condomina impugna le delibere assembleari adottate dal condominio, contestando alcuni punti relativi all’approvazione dei bilanci degli anni pregressi, relativi stati di riparto prospettando varie criticità fra le quali una situazione valutabile sotto il profilo del conflitto di interessi.

La decisione.

I condomini presenti in assemblea, nel votare il rendiconto e la relativa documentazione contabile, possono decidere di apportare eventuali modifiche. Oltre al potere di decidere se approvare o meno il bilancio così come predisposto dall’amministratore, hanno la facoltà di procedere ad eventuali modifiche o correzioni.  Queste alternative devono essere tenute presenti dai condòmini che decidono di non presenziare all’assemblea e partecipare alla discussione.

Nel caso in esame l’assemblea, ha approvato i bilanci consuntivi ed i relativi stati di riparto.  Li ha approvati “con le modifiche indicate nelle relazioni dei Revisori”.  Non ha tuttavia indicato, formalizzato e rielaborato in un documento contabile le modifiche apportate nei singoli bilanci e nei singoli stati di riparto.

Tale possibilità di modificare i bilanci consuntivi dal 2014 al 2017, risulta sostanzialmente esclusa fin dal momento della convocazione dell’assemblea. Assemblea, che si era tenuta nell’assenza dell’attrice.

Difatti, l’ordine del giorno prevedeva espressamente la possibilità di approvare i bilanci consuntivi 2014, 2015, 2016 e 2017 e dei relativi stati di riparto.

A seguito delle decisioni assunte con riguardo allo stesso punto dell’ordine del giorno, l’assemblea avrebbe dovuto fornire all’amministratore eventuali indicazioni su come procedere per la ripresentazione dei bilanci consuntivi 2014, 2015, 2016 e 2017 e per la presentazione del bilancio consuntivo 2018.

Sarebbe stato pertanto onere dell’amministratore procedere alla ripresentazione dei bilanci in una successiva assemblea, adempimento questo da ritenersi incompatibile con l’approvazione diretta da parte dell’assemblea dei bilanci e dei relativi stati di riparto con le modifiche indicate nelle relazioni dei revisori.

Di conseguenza, sono state annullate tutte le determinazioni concernenti l’approvazione dei bilanci relativi agli anni dal 2014 al 2018 inclusa la determinazione con la quale il condominio ha stabilito che le spese sostenute dal 15 novembre 2018 al 31 dicembre 2018 avrebbero dovuto essere inglobate nel bilancio consuntivo ordinario 2019.

Con riguardo a tale ultima questione è da rilevare che il bilancio, o meglio, il conto consuntivo della gestione condominiale non deve essere strutturato in base al principio della competenza bensì a quello di cassa. Alla data dell’effettivo pagamento deve essere inserita la spesa e alla data dell’effettiva corresponsione deve essere inserita l’entrata.

Nel caso in esame il condominio aveva deliberato l’inserimento delle spese effettivamente sostenute dal 15 novembre 2018 al 31 dicembre 2018 nel bilancio relativo all’anno successivo (2019).

Il principio di diritto.

L’amministratore deve far riapprovare il bilancio in una nuova assemblea dopo le modifiche dei revisori dei conti. (Tribunale di Roma con la sentenza n. 16749 del 26 ottobre 2021)

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