L'allaccio abusivo al contatore condominiale è furto aggravato

L'allaccio abusivo al contatore condominiale è furto aggravato

La Corte di Cassazione quinta sezione penale con la sentenza n.117 del 5 gennaio 2022, ha stabilito che la sottrazione di energia elettrica, attuata mediante l’allaccio abusivo ad un contatore, integra il reato di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento.

 Fatto:

La Corte di appello di Bari, ha riformato parzialmente la sentenza del Tribunale di Trani, che ha condannato per furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento un condomino che aveva sottratto energia elettrica al condominio nel quale abitava.

La Corte di appello ha concesso le circostanze attenuanti generiche.  Ed ha rideterminato la pena in nove mesi di reclusione ed euro duecentocinquanta di multa, confermando nel resto la decisione di primo grado.

L’imputato ha proposto ricorso in Cassazione avverso la sentenza di secondo grado

Decisione:

Il ricorrente ha dedotto che la condotta come ricostruita dal Giudice di secondo grado, si è sostanziata nella sottrazione di energia elettrica al condominio nel quale abitava, allacciandosi all’interruttore della forza motrice dell’ascensore. Dunque, l’energia elettrica sottratta era già transitata dal contatore che registrava i consumi del condominio ed essa.  Pertanto, apparteneva all’imputata e pro quota spettava anche a lei, che ne aveva il possesso come gli altri condomini.

Il Collegio non ignora l’orientamento espresso dal ricorrente. Tuttavia, condivide ed intende dare continuità al principio espresso di recente dalla Cassazione. Secondo cui «va qualificata come furto e non come appropriazione indebita la condotta del condomino il quale, mediante allaccio abusivo a valle del contatore condominiale, si impossessi ad uso della propria abitazione di energia elettrica invece destinata all’alimentazione di apparecchi ed impianti di proprietà comune»

Quando, il condomino (o il conduttore) ponga in essere una condotta che distoglie (devia) il flusso dell’energia che è transitato dal contatore, di guisa che essa alimenti (soltanto) gli apparecchi e gli impianti propri, non esercita il potere dispositivo che anche a lui (come agli altri condomini o conduttori) è attribuito ma compie una sottrazione dell’energia destinata a fini condominiali (e solo entro tali limiti nella disponibilità comune) a beneficio invece del proprio consumo individuale, che – si ribadisce – esorbita dai limiti della disponibilità comune dell’energia la quale può ravvisarsi solo limitatamente al flusso effettivamente utilizzato per alimentare gli impianti comuni. E, in tal modo, pone in essere quell’impossessamento dell’energia deviata, sanzionato dall’art. 624 cod. pen., conseguendo la signoria su di essa «intesa come piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva da parte dell’agente».

La Corte di appello ha espressamente dato conto – ribadendo pure quando già rilevato dal primo Giudice – che nel caso in esame l’allaccio abusivo non era facilmente accertabile.  Occorrendo a tal fine una verifica dell’impianto a servizio dell’ascensore. In quanto il collegamento abusivo consisteva in un collegamento con una parte dell’impianto condominiale di distribuzione dell’energia elettrica.  Chiarendo perché in tal modo se ne è resa meno agevole la verifica rispetto a un allaccio diretto alla rete elettrica del fornitore dell’energia.

La sottrazione di energia elettrica, attuata mediante l’allaccio abusivo ad un contatore, integra il reato di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento. Ciò sia se avvenga attraverso l’allaccio di un cavo “volante”, o comunque visibile, ad una cassetta di derivazione. Sia che l’abusività si realizzi con qualsiasi altro mezzo di frode, come allaccio dei cavi elettrici ad altre utenze condominiali.  Poiché l’alterazione del sistema di misurazione dei consumi conseguente alla condotta di allaccio abusivo determina l’erogazione dell’energia elettrica contro la volontà dell’ente erogatore.

 

 

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